BW&BF

mercoledì 1 gennaio 2014

Il senso di Smilla per la neve - Peter Høeg (1992)

"Ci sono diversi modi per cercare di mascherare una depressione. [...] Io scelgo la via groenlandese. Chiudersi nell'umore nero. Mettere la propria sconfitta sotto il microscopio e soffermarsi a guardare."
Smilla Qaavigaaq Jaspersen

TRAMA
Smilla Jaspersen è una trentasettenne che vive a Copenhagen. Nata in Groenlandia, grazie alle sue origini è una delle massime esperte di ghiaccio e neve al mondo.
E così, quando viene trovato il cadavere del suo vicino di casa, il bambino di cinque anni Esajas, apparentemente caduto da un tetto mentre giocava, non può fare a meno di notare che qualcosa non torna.
Sarà forse che il bambino, anch'esso groenlandese, era praticamente l'unica persona con cui Smilla aveva un rapporto, o forse semplicemente il suo "senso per la neve" ha destato la sua curiosità; fatto sta che la donna, sfidando le autorità locali che hanno chiuso il caso, comincia ad indagare per conto proprio, per scoprire cosa si cela dietro alla morte del bambino.

RECENSIONE
Come riporta l'accattivante copertina dell'edizione in nostro possesso, Il senso di Smilla per la neve è "Un capolavoro. Il capostipite del thriller scandinavo. Un bestseller planetario lodato anche dalla critica."
Effettivamente, mi ricordo che quando ero piccola ed era uscito questo romanzo era diventato un vero e proprio caso editoriale, anche grazie alla trasposizione cinematografica che ne era stata tratta. All'epoca però avevo solo sette anni, per cui ero molto più interessata alle storie di Roald Dahl che non al thriller del momento, così l'ho accantonato fino al mese scorso in un cassettino della mia memoria.
Finchè, spinta dalla curiosità che ho in generale per i gialli sommata al mio amore per i paesi del Nord, ho riaperto il cassettino e mi sono finalmente decisa a leggerlo.
Oddio, "finalmente" mi sembra un po' esagerato. La critica l'avrà anche lodato, ma sicuramente non lo farò io.
Partiamo dalla protagonista, Smilla: una donna totalmente priva di sugo, dalle conoscenze più ampie di Pico De Paperis e dall'agilità e forza degne del miglior Chuck Norris, che però riesce a stare "sulle scatole" persino a sè stessa (lo dice lei!).
Passiamo alla trama: non si capisce niente. Se riuscirete a resistere e a finire il libro vedrete che all'appello dei cattivi mancano solo Hitler e Godzilla, e probabilmente solo perchè avevano già altri impegni. E comunque il ritmo è pari a zero, non appena si ha l'illusione che stia per succedere qualcosa ecco che scatta il flashback, l'ennesimo sulla Groenlandia, e com'era bella la vita in Groenlandia, e com'è brutta la vita in Danimarca, e via piagnucolando di questo passo.
Se però qualcuno di voi avesse letto questo romanzo e, al contrario di me, avesse capito cosa succede, sarei ben felice se potesse spiegarmelo; evidentemente non sono abbastanza intelligente/colta/??? per comprenderne il senso, ma come sempre sono più che disposta a parlarne e, perchè no?!, eventualmente anche a cambiare idea.
Per il momento però Il senso di Smilla per la neve resta uno dei libri più brutti e noiosi che io abbia mai letto, e che nemmeno il mio amore per il Nord Europa riesce a mitigare.

BW

Nella nostra libreria:
Peter Høeg
Il senso di Smilla per la neve (Frøken Smillas Fornemmelse for Sne)
ed. Oscar Mondadori
480 pag.
traduzione di Bruno Berni