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giovedì 9 gennaio 2014

Siddharta - Hermann Hesse (1922)

"Tutti amavano Siddharta. A tutti egli dava gioia, tutti ne traevano piacere.
Ma egli, Siddharta, a sé stesso non procurava piacere, non era di gioia a sé stesso."
Herman Hesse

TRAMA
India, VI secolo a.C.; il giovane Siddharta, figlio di un Brahmino, è amato e benvoluto da tutti, ma ciononostante non riesce a trovare il suo Io, e di conseguenza il nirvana.
Accompagnato dall'amico fraterno Govinda, suo più grande ammiratore, lascia la casa paterna per unirsi agli eremiti Samana. I due ragazzi trascorrono alcuni anni con essi, in assoluta povertà, apprendendo le arti del digiuno, dell'attesa e della pazienza. Ma un giorno giunge alle loro orecchie la notizia dell'apparizione del Buddha, e i due decidono di recarsi presso di lui per ascoltare la sua dottrina. Entrambi ne rimangono molto colpiti, ma mentre Govinda decide di unirsi ai seguaci del saggio, al contrario Siddharta sente di non aver ancora trovato ciò che cercava, e perciò, dopo averne parlato con lo stesso Buddha e con l'amico d'infanzia, prosegue per la sua strada.
Continuerà così la ricerca del giovane verso il suo Io al fine di raggiungere il tanto agognato nirvana e l'armonia con l'universo.

RECENSIONE
Lessi Siddharta diversi anni fa, quando frequentavo ancora le superiori, e ricordo di averlo trovato molto bello. Poi però, come spesso succede con i libri, l'avevo riposto nella mia libreria e ne avevo accantonato il ricordo. L'altro giorno, mentre cercavo qualcosa da recensire, mi è balzato davanti agli occhi. Di esso avevo solo il ricordo delle sensazioni che mi aveva lasciato, un senso di pace, di riflessione e di introspezione.
Ma, dal momento in cui era tutto ciò che mi era rimasto in memoria, l'ho riletto. Le sensazioni sono sempre le stesse, lo confermo. Ciò che è cambiato nel mio rapporto con questo libro sono proprio io. Da adoloscente sono diventata adulta e così è venuta a mancare l'identificazione col protagonista, che solo un ragazzo (o una ragazza) in fase di crescita può provare pienamente.
Al di là delle impressioni personali, il romanzo è stranissimo, unico nel suo genere. Per capire il perchè, occorre contestualizzarlo: Siddharta è stato scritto nel 1922, in piena epoca prenazista, dal tedesco Hermann Hesse; eppure lo stesso autore definisce la sua opera "poema indiano", ed effettivamente parrebbe proprio scritto nel paese asiatico. Il solo dubbio che potrebbe venire, non conoscendone la genesi, è che sia la creazione di uno studente di Berkeley del '69 (non a caso era considerato un libro manifesto del movimento hippy).
Ancora più grande è stata dunque l'abilità di Hesse, premio Nobel nel 1946: è riuscito ad ideare un romanzo senza tempo nè luogo, un capolavoro della letteratura mondiale che riesce a far sentire affine un ragazzino del XXI secolo con uno del VI secolo avanti Cristo.

BW

Nella nostra libreria: 
Hermann Hesse
Siddharta (Siddharta)
ed. Adelphi
197 pag.
traduzione di Massimo Mila