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giovedì 28 novembre 2013

Presagio triste - Banana Yoshimoto (1988)

 "Ebbi un triste presagio, come se il buio fosse sceso di colpo mentre ero lì da sola, e trascinata lontano dalla marea, avessi corso il rischio di perdermi.
Cominciava così, alle soglie dell'estate, il romanzo dei miei diciannove anni."
Yayoi

TRAMA
Yayoi è una ragazza di diciannove anni, che vive a Tōkiō insieme ai genitori ed al fratello Tetsuo, con il quale ha un rapporto speciale, sicuramente al limite dell'affetto fraterno. La sua vita sembrerebbe scorrere tranquilla e felice, se non fosse per un senso di inquietudine che fin da piccola la accompagna, tanto che spesso non torna a casa per diversi giorni. Ma la cosa che forse più la inquieta è la totale mancanza di ricordi di quando era bambina, accompagnata dalla sua capacità di "percepire" avvenimenti brutti o nefasti, sia quelli passati, sia quelli futuri.
E così un giorno decide di trasferirsi, senza alcun preavviso, dalla zia Yukino, una ragazza di quasi trent'anni alquanto bizzarra ma con la quale ha sempre sentito di avere un legame particolare.
Una volta trasferitasi, Yayoi comincia a cercare di ricordare e ricostruire il proprio passato. Quando poi la zia sparisce senza lasciare nemmeno un biglietto, sa che deve cercarla per completare questo percorso interiore; partirà così insieme a Tetsuo, consapevole del fatto che al suo ritorno nulla sarà più come prima.

RECENSIONE
Dopo Kitchen, nel suo secondo romanzo la Yoshimoto torna ad affrontare i temi che caratterizzavano quello precedente: amore e morte. Tuttavia essi vengono trattati in maniera diversa; innanzitutto non si parla solamente di amore tra innamorati, ma anche e soprattutto amore fraterno. In secondo luogo la morte questa volta non è la protagonista del racconto, bensì si limita ad una particina secondaria, quasi una comparsata. Infine, amore e morte non sono gli unici temi: ad essi si aggiunge quello classico del viaggio, sia interiore e spirituale, sia fisico, che rappresenta anche il passaggio all'età adulta.
Come ricorderete, nel mio post precedente sull'autrice avevo detto che, pur non trovando eccezionale Kitchen, non escludevo assolutamente di leggere qualcos'altro della Yoshimoto. E infatti l'altro giorno, spinta da quel misterioso istinto che mi porta spesso a decidere di acquistare un libro piuttosto che un altro senza alcun motivo apparente, ho deciso di fare un secondo tentativo. E devo dire di essere molto contenta di aver dato una seconda chance alla scrittrice giapponese, perché a mio parere Presagio triste è molto più bello, pur essendo meno famoso. Può essere che sia più occidentale rispetto all'altro libro, e per questo meno "cacofonico" per un lettore italiano. Non posso dirlo con certezza, è solo un'ipotesi che mi sono fatta.
Ma ciò che so senz'ombra di dubbio è che sicuramente leggerò altri libri di Banana, e a questo punto, come spesso mi piace fare, andrò in ordine di pubblicazione (mi piace fare così per seguire l'"evoluzione" degli scrittori) e vi parlerò di Sonno profondo.

BW

Nella nostra libreria:
Banana Yoshimoto
Presagio triste (哀しい予感 - Kanashii yokan)
ed. Universale Economica Feltrinelli
128 pag.
traduzione di Giorgio Amitrano