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domenica 24 novembre 2013

Dalia Nera - James Ellroy (1987)

"Scesi le scale saltando i gradini e proseguii di corsa fino all'angolo con la Norton. Avevo Lee alle calcagna. L'arrivo di due auto, quella del magistrato e quella dei tecnici e dei fotografi, mi spinse ad accelerare la corsa. Harry Sears aveva gli occhi sbarrati e si faceva un cicchetto sotto gli occhi di una mezza dozzina di agenti. I fotografi erano entrati nel terreno e scattavano le loro istantanee puntando l'obiettivo verso terra. Mi feci largo tra gli uomini di pattuglia e guardai..."
"Bucky" Bleichert



TRAMA
Siamo a Los Angeles, poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, per la precisione nei primi giorni del 1947.
Dwight "Bucky" Bleichert e Leland "Lee" Blanchard sono due poliziotti legati da un comune passato pugilistico a discreti livelli e dalla passione che entrambi nutrono per la stessa donna, Kay.
Una mattina viene ritrovato il cadavere di una ragazza orribilmente sfregiato e mutilato. Oltre a vari segni di tortura, il corpo presenta due particolari terribilmente macabri: il tronco è sezionato a metà mentre agli angoli della bocca sono stati praticati dei tagli che imprimono al viso un agghiacciante sorriso da clown. La vittima, che si chiamava Elizabeth Short ma conosciuta anche come "Betty" o "Liz", era un'attricetta che cercava di farsi largo nel mondo del cinema, a volte anche prostituendosi.
I due amici devono così occuparsi delle indagini di un caso che presenta aspetti estremamente inquietanti in una città, Los Angeles appunto, che spesso richiama alla mente immagini solari e sfavillanti, e che qui viene invece presentata come un luogo oscuro, cupo ed enormemente pericoloso.

RECENSIONE
Primo capitolo della fortunatissima "Tetralogia di Los Angeles", Dalia Nera si ispira ad un fatto realmente accaduto e che sconvolse l'opinione pubblica americana degli anni Quaranta. L'autore, che abitava nelle vicinanze nel luogo dove venne rinvenuto il corpo di Elizabeth Short, è sempre stato ossessionato da questo caso e se aggiungiamo pure che il giovane Ellroy venne ulteriormente e profondamente segnato anche dall'omicidio irrisolto della madre che avvenne quando egli aveva solo dieci anni, possiamo comprendere meglio la natura dei suoi tormenti.
Il libro, universalmente riconosciuto come un vero e proprio caposaldo del genere, è scritto con lo stile inconfondibile di Ellroy, scorrevole e dal ritmo incalzante e con dettagliate descrizioni che hanno fatto scuola.
L'autore riesce a coinvolgere il lettore al punto tale che sembra quasi di sentire la puzza di fumo stantìo che avvolge la stazione di polizia, l'odore delle numerose tazze di caffè che gli agenti bevono durante le notti insonni, l'asfalto bagnato dalla pioggia, i gas di scarico delle auto.
Il motore trainante della storia però è il rapporto complicato tra Lee e Bucky, con Kay a fare da vertice del triangolo e che di volta in volta volge le proprie attenzioni all'uno oppure all'altro.
Un noir di quelli che hanno contribuito a far innamorare di questo genere letterario milioni di persone, e dal quale Brian De Palma ha tratto nel 2006 una buona versione cinematografica.
Giudizio finale: assolutamente da leggere. Poi naturalmente potrà anche risultare non di vostro gradimento ma, specie se siete appassionati di questo tipo di narrativa, Dalia Nera è un romanzo veramente imprescindibile.

BF


Nella nostra libreria:
James Ellroy
Dalia Nera (The Black Dahlia)
ed. La Biblioteca di Repubblica
381 pag.
traduzione di Luciano Lorenzin