BW&BF

domenica 22 settembre 2013

Lo straniero - Albert Camus (1942)

"C'era sempre quel rosso sfolgorio. Sulla sabbia il mare ansimava di tutto il respiro rapido e soffocato delle prime onde. Camminavo lentamente verso le rocce e sentivo la mia fronte gonfiarsi sotto il sole. Tutto quel calore pesava sopra di me e contrastava il mio andare."
Mersault

TRAMA
Mersault, il protagonista di questa vicenda, è un comune impiegato di origine francese che vive e lavora ad Algeri. La storia, che viene narrata in prima persona da Mersault stesso, si apre con la morte della madre, che era ricoverata da qualche anno in un ospizio.
E qui si comincia già a capire la personalità totalmente apatica e distaccata dell'uomo: pensa ai problemi in ufficio, fuma davanti alla bara della madre perchè "tanto non ha più importanza" e durante la veglia funebre nasconde a stento la noia.
Una volta tornato dal funerale incontra Maria, una ex collega con la quale inizia una breve frequentazione ma del quale non è assolutamente innamorato, dal momento che le rivela di essere attratto solo dall'aspetto sessuale della relazione, e quando lei ci resta male, Mersault non riesce proprio a capirne il motivo, ma la cosa in fondo non gli interessa granchè.
A cambiare il corso degli eventi è Raimondo, un vicino di casa dell'impiegato con la reputazione di "testa calda" e che lo coinvolge in una sua personale storia di vendetta contro i parenti della fidanzata di etnia araba, la quale viene spesso maltrattata e picchiata da Raimondo. 
Mersault pertanto, pur essendo totalmente indifferente alla faccenda, un giorno mentre passeggia in spiaggia vede un arabo, che riconosce come un famigliare della ragazza di Raimondo e, senza nessun motivo comprensibile estrae una pistola, datagli in precedenza dall'amico, e lo uccide con cinque revolverate. 
Inevitabilmente arrestato, accetta in modo del tutto impassibile le conseguenze della sua azione, ben sapendo che rischia addirittura la condanna a morte, ma forse alla fine per lui neanche questo ha molta rilevanza.

RECENSIONE
Considerato da molti critici (ma non da Camus) un romanzo esistenzialista, Lo straniero ci pone però di fronte ad alcune tematiche care a questa corrente di pensiero, principalmente il nichilismo e l'assurdità della vita.
Senza inoltrarci in discorsi troppo complicati che di certo non ci competono, è interessante ed insieme sconvolgente notare la totale indifferenza al resto del mondo e di estraneità ad esso che manifesta il protagonista, qualsiasi cosa accada.
Totalmente imperturbabile, Mersault è uno dei personaggi più illogici e paradossali di cui io abbia mai letto, ma il suo fascino è innegabile tanto che, nel corso degli anni, molti artisti hanno reso omaggio a questo libro, basti pensare al film di Luchino Visconti intitolato appunto Lo straniero, o alla famosa canzone dei Cure Killing an Arab, magnifico riassunto sonoro dell'opera di Camus. 

BF

Nella nostra libreria:
Albert Camus
Lo straniero (L'Étranger)
ed. Bompiani
150 pag.
traduzione di Alberto Zevi