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giovedì 8 maggio 2014

Proiettili d'argento - Élmer Mendoza (2008)

"Che vuoi aspettarti dalla vita se comincia tra le urla della madre che partorisce e il pianto del neonato?"
Edgar "Zurdo" Mendieta

TRAMA 
Edgar Mendieta detto "Zurdo" (Mancino) è un detective della Polizia Federale di Culiacán, stato di Sinaloa, Messico.
Scapolo, un passato nella Narcotici, è un poliziotto dai modi spicci e decisi che non è mai riuscito a fare carriera, soprattutto per non essersi lasciato corrompere dai boss locali, cosa che invece molti suoi colleghi hanno fatto senza alcun rimorso. Abbandonato da una donna di cui era profondamente innamorato e pesantemente traumatizzato dagli abusi subiti da bambino ad opera di un sacerdote, Mendieta, per cercare di combattere i propri demoni, non solo va in cura da un analista, ma tracanna anche birra e tequila a fiumi.
Poi un giorno accade che Bruno Canizales, avvocato di grande successo, figlio di un importante uomo politico ed in procinto di essere nominato "Professionista dell'anno", viene rinvenuto cadavere nel proprio appartamento, ucciso da un proiettile d'argento che gli ha perforato il cranio.
Il caso viene affidato a Zurdo, il quale, con l'aiuto della collega Gris Toledo, inizia a scandagliare la vita privata della vittima, che si rivela essere piuttosto movimentata. Canizales infatti, oltre a far parte di un'eccentrica setta new age, pare fosse solito intrattenere diverse relazioni sia con donne che con uomini, ed inoltre aveva avuto, tra le altre, anche una burrascosa storia con Samantha Valdés, viziata ed irascibile figlia di un potentissimo narcotrafficante. 
Come se non bastasse, in città stanno spuntando sempre più di frequente dei cadaveri di uomini evirati ed avvolti in pesanti coperte, che fanno pensare a dei regolamenti di conti nell'ambiente dei narcos.
Una torbida e pericolosissima vicenda di sesso, violenza, corruzione e malavita sulla quale non sarà affatto facile fare luce, come il detective Mendieta sta per scoprire suo malgrado.

RECENSIONE
Scritto con uno stile conciso ed incalzante, coinvolgente e mai monotono, Proiettili d'argento è un bel poliziesco piuttosto classico ma ben costruito, reso intrigante anche dall'ambientazione messicana, che agli occhi di noi europei risulta particolarmente "esotica".
Élmer Mendoza, autore che ammetto di non aver mai sentito nominare prima d'ora, mi ha piacevolmente sorpreso con questa storia oscura che mischia amore, morte e sordidi legami tra potere politico e narcotraffico, sullo sfondo di un Paese alla disperata ricerca di stabilità, ma che è sempre di più alle prese con dei livelli di criminalità e di corruzione elevatissimi che coinvolgono ormai tutti i settori.
Molto umano e tratteggiato magistralmente è poi il protagonista Edgar Mendieta, caratteristica figura di "sbirro" che non si piega ai compromessi, ma che possiede anche una visione della realtà assai pragmatica; essendo cresciuto in un quartiere popolare, infatti, egli dimostra di conoscere bene la mentalità dei malavitosi, avendo anche alcuni amici fra le loro fila.
Tra omicidi, sparatorie infernali, narcos ingioiellati che vestono Versace, grossi Hummer dai vetri oscurati e ragazze tanto belle quanto ambigue, Proiettili d'argento è un bel libro che, pur non essendo nulla di particolarmente nuovo o sconvolgente, è in ogni caso assolutamente raccomandato agli amanti delle storie ad alta tensione, con un paio di bei colpi di scena che di certo non guastano.
In conclusione poi, credo sia giusto sottolineare l'opera di traduzione a cura di Pino Cacucci, il quale è riuscito a trasporre ottimamente una lingua ben diversa dallo spagnolo che si parla a Madrid e che presenta tantissimi termini gergali di strada la cui origine risale addirittura agli Aztechi.

BF

Nella nostra libreria:
Élmer Mendoza
Proiettili d'argento (Balas de plata)
ed. La Nuova Frontiera
271 pag.
traduzione di Pino Cacucci