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domenica 18 maggio 2014

Frankenstein - Mary Shelley (1818)

"Lo avevo desiderato con un ardore di gran lunga superiore al normale; ma ora che avevo finito, la bellezza del sogno era svanita, e un orrore e un disgusto soffocanti mi opprimevano il cuore."
Victor Frankenstein

TRAMA
In una serie di lettere scritte alla sorella Margareth, l'esploratore Robert Walton narra i progressi della propria spedizione, che dovrà condurlo al Polo Nord, per poi circumnavigare il globo. 
Una volta giunta nel Circolo Polare Artico però, la nave si incaglia in mezzo ai ghiacci. Durante la sosta forzata i membri dell'equipaggio avvistano una creatura dalle fattezze mostruose aggirarsi sulla banchisa, per poi scomparire in lontananza.
Qualche giorno dopo un uomo su di una slitta si avvicina all'imbarcazione in stato di evidente shock. Costui, che si presenta come il dottor Victor Frankenstein di Ginevra, viene fatto salire a bordo ed inizia a raccontare la sua storia.
Una storia a dir poco pazzesca.

RECENSIONE
Credo che l'episodio che sta alla base della genesi di Frankenstein sia ormai famosissimo, ma in ogni caso, per chi non ne fosse al corrente faccio un breve riassunto.
Giugno 1816, Lord Byron invita l'amico medico John William Polidori, i futuri coniugi Percy e Mary Shelley e la sorellastra di quest'ultima Claire, all'epoca amante di Byron, a trascorrere una vacanza nella sua villa sul lago di Ginevra. Ma il tempo è inclemente in quello che verrà poi ricordato come L'anno senza estate e così, costretto a rimanere in casa, per sfuggire alla noia il gruppetto si diletta nella lettura di racconti di fantasmi, finchè una sera Lord Byron non propone agli amici di provare a comporre, ognuno di essi, una storia del brivido. Alla fine vennero scritti brevi racconti che rimasero nulla più di un passatempo, tranne in due casi: John William Polidori infatti, con il racconto Il vampiro, creò di fatto la figura "classica" di questo mostro facendone un nobile dalla personalità magnetica ed attratto dal sangue delle fanciulle, mentre la giovane Mary ideò una storia che poi, adeguatamente sviluppata, divenne nota come Frankenstein.
Pubblicato inizialmente in forma anonima, venne subito stroncato dalla critica che però, in seguito ad una positiva recensione di sir Walter Scott, aggiustò la mira. Successivamente poi, quando si scoprì che l'autore era una donna (per giunta di soli ventuno anni), gli stessi critici si lasciarono andare a pareri entusiastici, con perle del tipo: "Per un uomo era eccellente ma per una donna è straordinario!". E con questo stendiamo un velo pietoso sui critici di ogni genere ed epoca.
Frankenstein nel titolo originale viene definito un moderno Prometeo, cioè colui che venne condannato dagli Dei per aver donato il fuoco agli uomini. L'accostamento consiste nel fatto che il dottor Frankenstein, con i suoi esperimenti, cerca di sconfiggere la morte ricreando il fuoco vitale nelle salme che trafuga nei cimiteri.
Il racconto, a mio modesto parere, non è un capolavoro essendo eccessivamente lento e dispersivo, tuttavia è innegabile che rappresenti un classico imprescindibile per chiunque sia appassionato di letteratura fantastica o dell'orrore. Tantissime sono le tematiche affrontate in questo romanzo, alcune delle quali, sono ancora oggi attualissime e supersfruttate. Basti citare il concetto che costituisce forse il nocciolo del racconto ovvero la paura del "diverso", il pensiero cioè che porta a diffidare di chiunque non sia uguale a noi, in particolar modo nell'aspetto; ma anche l'idea (davvero rivoluzionaria per quei tempi) che "mostro" non significhi necessariamente "cattivo" e che anche una creatura veramente spaventosa come quella realizzata dal dottor Frankenstein possa in realtà provare e manifestare sentimenti, anche nobili.
Al giorno d'oggi tutte queste cose possono suonare forse banali, ma l'autrice britannica fu una delle prime in assoluto a porsi quelle domande, e probabilmente la prima a scrivere una delle più potenti e conosciute allegorie su questo tema.
Ripeto in conclusione: pur non avendomi entusiasmato, sono comunque felice di aver letto Frankenstein in quanto mi sento finalmente di aver colmato una grossa lacuna che chiunque si ritenga amante dell'horror non può assolutamente permettersi di avere. 

BF

Nella nostra libreria:
Mary Shelley
Frankenstein (Frankenstein, or The Modern Prometheus)
ed. Oscar Mondadori
272 pag.
traduzione di Simona Fefè