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domenica 11 maggio 2014

Il codice dei samurai. Hagakure - Yamamoto Tsunetomo (1906)

"70. Le grandi imprese non si compiono da sobri."
Yamamoto Tsunetomo, cap. 1 par. 113

RECENSIONE
Scritto nei primi anni del Millesettecento, anche se venne pubblicato per la prima volta solamente nel 1906, l'Hagakure ricorda molto, per la sua struttura, il ben più antico trattato di Sun Tzu intitolato L'arte della guerra. E come poteva essere altrimenti? Proprio ad esso si ispirò il samurai-monaco Yamamoto, anche se gli aforismi, le riflessioni e gli aneddoti contenuti nell'Hagakure (originariamente intitolato Hagakure kikigaki, ovvero Annotazioni su cose udite all'ombra delle foglie) sono finalizzati alla Via del samurai, il Bushidō.
Analogamente e seguendo la filosofia orientale, secondo la quale pochi princìpi basilari sono adattabili a tutto, in realtà non si deve credere che Il codice dei samurai sia una lettura idonea solamente a coloro che da piccoli amavano Goemon o che si sono appassionati del ronin Matsuyama Kaze: certo la sua lettura aiuterà a comprendere maggiormente alcuni aspetti di questi personaggi, ma anche più in generale parte della cultura giapponese.
Ad esempio, se si pensa che dai suoi brani hanno tratto il coraggio (o l'incoscienza) per immolarsi per il proprio signore, nella fattispecie l'Imperatore stesso, i kamikaze della Seconda Guerra Mondiale, seguendo il primo tra i princìpi del Bushidō, si può comprendere meglio (senza per questo giustificarli) come abbiano fatto a compiere un gesto così assurdo e sconsiderato. Proprio a causa di questi fatti in passato quest'opera è stata spesso paragonata e considerata alla stregua del Mein Kampf; trovo tuttavia che questo paragone sia stupido ed ignorante. Innanzitutto, occorre considerare che Yamamoto non scrisse l'Hagakure con lo scopo di pubblicarlo e renderlo un libro militare, tutt'altro: egli aveva chiesto di distruggere il testo! E poi trovare dei capri espiatori tra le opere per la follia umana è sempre stato un espediente fine a sé stesso, un po' come chi sostiene che Wagner era un nazista, quando morì cinquant'anni prima della vittoria di Hitler!
Sicuramente consiglierei la lettura de Il codice dei samurai a tutti coloro che volessero avvicinarsi alle opere di Yukio Mishima, in quanto questo autore si ispirò molto ad esso, tanto da riscriverne una versione in giapponese moderno.
Un libro a mio avviso molto interessante, per quanto non semplicissimo, anche se la sua lettura è molto aiutata, almeno nella nostra edizione, dalle note esplicative in calce oltre che dalla spiegazione di alcuni brani. Aggiungo infine che, almeno ad oggi, non esistono traduzioni integrali dell'opera in lingua italiana, a causa della difficile interpretazione di alcuni passaggi specificamente correlati alla cultura giapponese.


BW

Nella nostra libreria:
Yamamoto Tsunetomo
Il codice dei samurai. Hagakure (葉隠 - Hagakure)
ed. BUR Rizzoli minima
149 pag.
a cura di Leonardo Vittorio Arena