BW&BF

venerdì 9 maggio 2014

Intervista col vampiro - Anne Rice (1976)

"Quanto nastro hai con te? [...] Ce n'è abbastanza per la storia di una vita?"
Louis al ragazzo

TRAMA
In un'intervista, Louis racconta ad un ragazzo la sua vita, resa particolarmente interessante dal fatto che egli è un vampiro.
Nella New Orleans della fine del XVIII secolo il venticinquenne Louis venne reso vampiro da Lestat, il quale apparentemente vuole solo impossessarsi della piantagione del ragazzo, garantendosi i benefici derivanti dalle sue ricchezze ed offrendo al vecchio padre, cieco ed umano (nel senso che, al contrario del figlio, non è un vampiro) una sistemazione dignitosa.
I due vissero così per anni, ed a Louis pesava molto la sua posizione subordinata e dipendente da Lestat: egli, sofferente per la sua condizione disumana, avrebbe voluto lasciarlo, allontanarsi dalla sua influenza malvagia, ma temeva di non essere in grado di "sopravvivere" senza i dettami del maestro.
Quando finalmente divenne determinato a prendere la propria strada, Lestat, terrorizzato dall'eventualità di rimanere solo, lo costrinse a compiere un atto per legarlo per sempre a sé: gli fece trasformare in vampira Claudia, un'orfanella di cinque anni. Claudia diventò così la "figlia" di Louis e Lestat, ed il duo che da anni infestava la Louisiana divenne un trio.
Col passare dei decenni però Claudia, pur rimanendo d'aspetto una bimba, crebbe interiormente, modificando le sue percezioni ed il suo rapporto con i due "padri"...

RECENSIONE
Pur non potendo affermare di aver amato questo libro, bisogna senza dubbio riconoscere che per certi aspetti Intervista col vampiro è, se non geniale, quantomeno molto innovativo e ben scritto.
Anne Rice è riuscita a rivisitare la figura del vampiro senza stravolgerlo completamente: per quanto non sia più l'essere demoniaco senza cuore che "vive" solamente per la brama di sangue del passato, il vampiro di questo romanzo ne conserva comunque i tratti fondamentali. Sì, è vero, Louis è tormentato dal suo essere vampiro, dalla sua necessità di bere sangue, e vuole ben distinguersi dagli strigoi, i vampiri mitteleuropei che incontrerà, vere e proprie bestie senza volontà che non esiterebbero ad assalire lui stesso, ma ciò non toglie che egli sia comunque un vampiro, con ciò che comporta. Il suo domandarsi se egli sia un figlio di Satana, o di Dio, è un tormento molto umano, molto simile alle domande esistenziali che da sempre affliggono l'uomo. Pure non sono tutti come lui: il suo maestro, Lestat, è al contrario senza scrupoli, crudele, persino col proprio padre, seppure lo ami a suo modo e sia incapace di fargli del male fisico, e si avvicina quindi molto di più ad un ideale Dracula (pur essendo a mio avviso molto più noioso e molto meno intelligente del vampiro per antonomasia).
Molto bella è anche l'ambientazione scelta, almeno per la prima parte del libro, dall'autrice: l'antica New Orleans, con le sue paludi, la sua società composta dai proprietari terrieri bianchi, con le loro tradizioni ancora fortemente europee (lo stesso Louis si considera francese ancor prima che americano), e dagli schiavi neri, al contrario ancora profondamente africani (non afroamericani), e che quindi hanno una forte influenza voodoo. Proprio gli schiavi, grazie a questa conoscenza dell'esoterismo, sono i primi e quasi gli unici a vedere i vampiri per ciò che effettivamente sono e ad esserne terrorizzati.
Affascinante, per quanto molto più breve, anche la parentesi mitteleuropea, sebbene ricordi talmente tanto il Nosferatu di Murnau da puzzare un po' di plagio...
Banalotta infine quella che credo invece dovesse essere nelle intenzioni della Rice il top di gamma delle scenografie del romanzo: Parigi. Non escludo tuttavia di averla trovata noiosa a causa dei suoi personaggi, inflazionati in quanto simili a quelli che ci vengono proposti dal cinema e dalla letteratura degli ultimi decenni; in tal caso non posso proprio farne una colpa all'autrice, dal momento in cui sono questi ultimi ad aver preso spunto da lei, e non il contrario.
Insomma, come ho detto Intervista col vampiro è un libro affascinante in quanto precursore di un nuovo concetto di vampiro, credo tuttavia che sia sopravvalutato e non ritengo che sia il capolavoro assoluto della letteratura horror.

BW

Nella nostra libreria:
Anne Rice
Intervista col vampiro (Interview with the Vampire)
ed. TEA
361 pag.
traduzione di Margherita Bignardi