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giovedì 20 febbraio 2014

Venere privata - Giorgio Scerbanenco (1966)

"...siamo ridicolmente divisi in due categorie nette, le pietre e i sensitivi. Qualcuno con un'accetta fa scempio della propria famiglia, moglie, madre e figli, poi in carcere, tranquillo, chiede di essere abbonato alla Settimana Enigmistica per fare le parole crociate. Qualche altro, invece, deve essere ricoverato al neurodeliri perchè ha lasciato la finestra aperta, il suo gattino si è arrampicato sul davanzale ed è caduto dal quinto piano: ha ucciso lui il gatto, pensa, e impazzisce."
Duca Lamberti 


TRAMA
Appena uscito di prigione dopo tre anni passati a scontare la condanna per aver praticato l'eutanasia ad una sua anziana paziente malata terminale, Duca Lamberti, giovane medico radiato dall'ordine in seguito alla vicenda giudiziaria in cui è stato coinvolto, viene contattato dall'ingegner Pietro Auseri, noto industriale della plastica, che intende offrirgli un impiego.
Ma non si tratta di un impiego qualsiasi: Davide, un vero colosso ed unico figlio dell'ingegnere, da quasi un anno è finito nel tunnel dell'alcolismo e nessuno riesce a capire quale possa essere il problema che l'affligge, tanto da spingerlo ad ubriacarsi di whisky dal mattino alla sera.
Senza ragazza, senza amici fidati, Davide è un ragazzo profondamente triste, comunica sempre più raramente ed in generale manifesta una grave forma di depressione. Il padre dice di averle provate tutte per farlo smettere di bere, anche le maniere forti, ma alla fine tutto è risultato inutile.
Duca pertanto, dovrà cercare di fargli da angelo custode, farlo parlare il più possibile, capire cos'è che spinge il ragazzo a bere così smodatamente, e provare a guarirlo.
Duca si trasferisce così nella villa degli Auseri in Brianza ma, durante la prima notte che egli trascorre insieme a Davide, questi tenta subito il suicidio.
Il giovane a questo punto viene messo alle strette da Duca, che gli fa capire la stupidità del suo gesto e riesce a conquistarsi così un po' di fiducia da parte del ragazzo che, finalmente, trova il coraggio di confessare per quale motivo si è rifugiato nella bottiglia.
Circa un anno prima infatti, egli aveva conosciuto una ragazza di nome Alberta, con la quale aveva avuto una brevissima relazione. Lei lo aveva poi scongiurato di fuggire insieme, dicendo che se non fosse riuscita ad andarsene dall'Italia si sarebbe dovuta suicidare e che, nonostante desiderasse vivere, non aveva altra scelta.
Davide inizialmente non diede troppo peso a quelle che, sul momento aveva creduto semplici farneticazioni di un'isterica, ma il giorno dopo il corpo di Alberta venne ritrovato svenato in un campo vicino Metanopoli. Il giovane così, a causa di tutto questo, ha finito per essere assalito da tremendi sensi di colpa fino ad arrivare a considerarsi direttamente responsabile della morte della ragazza.
Ma c'è dell'altro. Prima di scendere dall'auto di Davide e dirgli addio, ad Alberta era inavvertitamente caduto uno strano oggetto dalla borsetta, che il ragazzo aveva prontamente raccolto e conservato; qualcosa di molto piccolo, ma che si scopre contenere qualcosa di veramente grosso e sconvolgente.
Duca è figlio di un poliziotto, sicchè in questura conosce ancora molti ex colleghi del suo defunto padre, uno tra tutti il burbero commissario Carrua, ed è a lui che si rivolge per far sì che le indagini sulla morte di Alberta, archiviate un po' frettolosamente, vengano riaperte.

RECENSIONE
Prima mia incursione nelle opere di Giorgio Scerbanenco, autore al quale moltissimi dei giallisti italiani (e non solo) di oggi debbono sicuramente molto ed al quale è stato anche intitolato un prestigioso premio letterario, Venere privata è un buon romanzo di genere ed è importantissimo alla luce di tutto quello a cui ha dato origine in seguito.
Scerbanenco con questo libro ha di fatto creato il noir all'italiana. Il Noir infatti, prima di allora, pareva essere un genere ad esclusivo appannaggio dell'America, ma egli ne ha offerto una variante interessante e molto credibile, trasportando il tutto nell'Italia degli anni sessanta (in particolar modo a Milano), senza tuttavia cedere alla tentazione di scimmiottare gli elementi distintivi dei romanzi d'oltreoceano.
Il libro nel complesso è senza dubbio buono, anche se bisogna riconoscere che qualche pecca la presenta, soprattutto nello sviluppo dei personaggi, e verrebbe anche da dire che risulta un po' datato, anche se il termine non è del tutto esatto.
Infatti sarà magari datato, ma non è assolutamente vecchio, anzi. In effetti, se si può tranquillamente affermare che in alcuni punti e nel modo di scrivere di Scerbanenco, i quasi cinquant'anni trascorsi dalla pubblicazione si sentono tutti, va anche detto che gli argomenti trattati sono tuttora all'ordine del giorno ed addirittura, in certi casi, molte tematiche impressionano ancora oggi per quanto sono crude e scottanti.
E poi c'è la splendida ambientazione della Milano dell'epoca: quella del boom economico, del primo benessere, delle vacanze al mare, dei locali notturni, dei derby Inter-Milan con Mazzola da una parte e Rivera dall'altra, di Mina che canta Se telefonando a Studio Uno... Ma anche, anzi soprattutto, quella della malavita, delle rapine in banca pressochè quotidiane, degli omicidi, dei traffici di droga e della prostituzione.
In ogni caso io consiglio caldamente Venere privata, anche in virtù del fatto che si presta ad essere divorato piuttosto velocemente e che lo stile dell'autore, estremamente limpido e privo di orpelli fini a sè stessi, lo rende una lettura agevole e per nulla impegnativa.
Da segnalare infine, una cosa positiva ed una negativa nell'edizione presente nella nostra libreria. Se da una parte rivolgo personalmente un sentito complimento alla casa editrice per aver aggiunto in appendice un bellissimo scritto ad opera dello stesso Scerbanenco, nel quale egli narra alcuni episodi salienti e molto toccanti della propria vita, dall'altro trovo invece decisamente pessima l'idea di inserire una prefazione nella quale si fanno diversi spoiler sul racconto che ci si appresta ad iniziare. Per mia fortuna, io ho da sempre la buona abitudine di leggere eventuali prefazioni e postfazioni solo dopo aver terminato il libro, ma credo che in generale ci debba essere una maggiore attenzione e rispetto verso il lettore, cercando il più possibile di evitare simili leggerezze.

BF


Nella nostra libreria:
Giorgio Scerbanenco
Venere privata
ed. Garzanti
222 pag.