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domenica 23 febbraio 2014

Ristorante al termine dell'Universo - Douglas Adams (1980)

ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il secondo della Trilogia in cinque volumi. Se non avete letto il precedente, intitolato Guida galattica per gli autostoppisti, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.



"Il Vortice di Prospettiva Totale elabora l'immagine dell'Universo intero basandosi sul principio dell'analisi della materia estrapolata. 
Infatti, dato che tutti i frammenti di materia dell'Universo hanno una precisa relazione con tutti gli altri frammenti di materia dell'Universo, in teoria è possibile estrapolare tutta la vastità del creato (i soli, i pianeti, le loro orbite, la loro composizione e la loro storia economica e sociale) da, diciamo, un pezzettino di torta di mele.
L'uomo che inventò il Vortice di Prospettiva Totale lo inventò soprattutto per fare un dispetto a sua moglie.
Trin Trugula, così si chiamava quest'uomo, era un sognatore, un pensatore, un esperto in filosofia teoretica, o, come lo definiva sua moglie, un idiota."
Dalla 'Guida galattica per gli autostoppisti' alla voce 'Vortice di Prospettiva Totale'


TRAMA
E così i nostri eroi Arthur Dent, Ford Prefect, Trillian, Zaphod Beeblebrox e Marvin riescono a fuggire dal pianeta Magrathea e si apprestano ad andare a pranzo fuori, ma le brutte sorprese non sono ancora finite: infatti si accorgono di essere finiti sotto l'attacco di una nave vogon. In più, la Cuore d'oro non risponde più ai comandi in quanto Arthur ha appena chiesto al computer di bordo un'impresa davvero ostica, cioè preparare una tazza di buon tè, e questi di conseguenza si impalla.
Vistosi ormai spacciato, Zaphod evoca lo spirito di suo nonno, Zaphod Beeeblebrox IV che, dopo averlo rimproverato duramente per la propria irresponsabilità, decide di salvare la vita al nipote degenere ed ai suoi "amici dell'epoca moderna" facendo compiere a tutti un balzo nello spazio-tempo.
Accade così che Zaphod e Marvin vengano catapultati nella sede dell'Orsa Minore, casa editrice che stampa la Guida galattica, alla ricerca di tal Zarniwoop e, dopo una serie di avventure oltre l'incredibile, Zaphod si accorge di avere in tasca il modellino della Cuore d'oro.
Quindi, COME LOGICA VUOLE, riporta l'astronave alle sue dimensioni originarie, ritrovando i compari, che nel frattempo non si erano mai mossi da lì ed, affamatissimi, possono finalmente andare tutti insieme a cena al "Milliways", il celebre Ristorante al termine dell'Universo.
Tutto questo, proprio mentre sta per avere luogo lo gnaB giB, cioè il Big Bang al contrario, ovvero la distruzione dell'intero Universo, evento trasformato in un grandissimo show con tanto di presentatore e conto alla rovescia in stile Capodanno.
É dunque giunta la fine per i nostri amici?
Presto per dirlo, ma in ogni caso NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO!

RECENSIONE
E si continua a ridere senza ritegno! Se il precedente episodio era qualcosa di assolutamente spassoso e geniale, Ristorante al termine dell'Universo, se possibile, lo è ancora di più.
Infatti, il secondo capitolo della "Trilogia in cinque volumi" si spinge ancora di più sui binari dell'ironia, schizoide ed intelligentissima, e sulla caratterizzazione di un paio di nuovi personaggi strepitosi che vi costringeranno a sghignazzare come idioti anche alle due di notte (come è successo al sottoscritto)!
In questo capitolo, molto incentrato sulla figura di Zaphod che recita alla grande il ruolo dell'autentico mattatore, meritano di essere menzionati oltre al solito, fantastico Marvin, robot perennemente depresso, anche il Comandante (non posso dirvi di più) e Hotblack Desiato, leader del gruppo rock al plutonio La Zona del Disastro, il quale non avete idea di cosa arrivi a fare pur di sfuggire alle tasse.
Adams, dal canto suo, conferma tutto il proprio talento nel mettere in scena situazioni al limite dell'assurdo che appassionano e divertono il lettore, non lesinando però qualche frecciatina pungente all'indirizzo di alcune abitudini degli abitanti della Terra, curiose ed irrazionali, proprio così come potrebbero apparire ad un essere proveniente da un altro pianeta.
La fantascienza unita ad uno humour di tipico stampo britannico, surreale ed acutissimo, danno vita perciò ad un libro che si legge in pochissimo tempo e che termina giusto un attimo prima che lo scherzo possa rischiare di venire a noia, in modo così da tenere nel lettore sempre viva la sete di altre avventure. Credo proprio non ci sia altro da dire se non che, nel caso non si fosse capito, a me questo tipo di comicità brillante, leggera e priva di volgarità inutili fa letteralmente impazzire.
Insomma, si ride è vero, ma sempre tenendo il cervello ben acceso.

BF


Nella nostra libreria:
Douglas Adams
Dalla raccolta "Guida galattica per gli autostoppisti - il ciclo completo"
Ristorante al termine dell'Universo (The Restaurant at the End of the Universe) 
ed. Oscar Mondadori
130 di 645 pag.
traduzione di Laura Serra