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lunedì 3 febbraio 2014

Tsugumi - Banana Yoshimoto (1989)

"Se sei così cattiva e non hai niente di meglio da fare, puoi anche morire subito!"
Maria a Tsugumi

TRAMA
Maria Shirakawa fin da bambina vive in una situazione famigliare un po' particolare: sua madre infatti non è la moglie ufficiale del padre, bensì l'amante, e così la famiglia vive separata e si vede solo durante i fine settimana, in attesa che l'uomo ottenga il divorzio.
Mentre il papà vive a Tōkiō, lei e la mamma vivono in un villaggio della penisola di Izu, situato sul mare ma con la montagna proprio alle sue spalle. E infatti la maggior parte del paese vive di turismo; non fa eccezione la pensione Yamamoto, gestita dalla zia Masako e dalla sua famiglia, e dove la stessa Maria e la mamma soggiornano e contribuiscono.
E così Maria cresce insieme a Yōko, la cugina più grande di un anno, e Tsugumi, che di anni invece ne ha uno in meno. Le due sorelle non potrebbero essere più diverse: mentre Yōko è gentile, sorridente, buona e piena di energia, Tsugumi, a causa di una malattia molto debilitante che più volte ha minacciato di essere fatale, è cresciuta viziata, cattiva e piena di rabbia verso il mondo.
Ma in seguito all'ennesimo episodio di maleducazione Maria sbotta e fa qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima: sgrida la cugina, e le dice chiaro e tondo quello che pensa. Questo evento inaspettato, paradossalmente, anziché dividere per sempre le vite delle due bambine al contrario crea un forte, fortissimo legame tra loro, tanto che Maria diventa l'unica in grado di capire la prepotente cuginetta.
Passano gli anni, Maria e la mamma sono andate a vivere finalmente nella capitale insieme al papà, ma d'estate la ragazza, che nel frattempo è cresciuta e ha compiuto diciannove anni, torna comunque sempre dagli zii. Ed è proprio durante questa estate, l'ultima prima che la pensione Yamamoto non esista più, che si svolge la storia. Maria, Yōko e Tsugumi conosceranno Kyōichi, un ragazzo che invece si è trasferito da poco nel villaggio, e vivranno diverse vicende che segneranno per sempre la loro vita.

RECENSIONE
Tsugumi non è nato come libro, ma è uscito a puntate su Marie Claire Japan, e solo successivamente è stato pubblicato in un volume unico. Un po' si vede: i capitoli infatti sono fatti in modo da concludersi spesso con un qualcosa che ti spinge ad iniziare quello successivo, e vagamente mi ha ricordato la struttura di una soap che segue abitualmente mia mamma, Tempesta d'amore, in cui 90% della puntata è fatto di riassunti della puntata precedente, e negli ultimi cinque minuti un personaggio dice o fa qualcosa di eclatante, poi parte la sigla. Certo, Tsugumi non ha clamorosi colpi di scena, ma comunque nel suo piccolo adotta questa tecnica; non che sia sbagliato farlo, in fondo nel complesso funziona!
La nota negativa della storia per me è infatti un'altra: pur con uno stile piacevole, la Yoshimoto per l'ennesima volta ci ripropone Eros e Thanatos, amore e morte, e personalmente comincio a sentirmi un po' inappetente davanti all'ennesimo piatto della stessa minestra. Certo, il nome sul menu è diverso, e anche la decorazione della stoviglia; ma la zuppa rimane sempre e comunque la stessa.
Non mi spiego infatti come Tsugumi possa essere, citando la IV di copertina, "il più grande successo di Banana Yoshimoto". Ripeto, non è un brutto romanzo, è carino, ma rimane comunque la versione in villeggiatura di Kitchen e di Sonno Profondo.
Vabbé, in fondo i gusti non si discutono. Nella nostra libreria c'è già un altro romanzo dell'autrice, preso tempo fa ma non ancora letto perché, come ho già detto, cerco di leggere i romanzi di uno scrittore nell'ordine in cui li ha pubblicati per vederne l'evoluzione, anche se non sempre ci riesco. Lo leggerò sicuramente, sperando che la scrittrice giapponese mi stupisca con una rivoluzione tematica; in caso contrario, temo proprio che sarà l'ultimo suo che leggerò.

BW

Nella nostra libreria:
Banana Yoshimoto
Tsugumi (Tugumi - つぐみ)
ed. Universale Economica Feltrinelli
158 pag.
traduzione di Alessandro Giovanni Gerevini