BW&BF

sabato 18 gennaio 2014

Nulla più di un omicidio - Jim Thompson (1949)

"Se siete fatti come me, probabilmente in vita vostra avrete visto mille coppie che vi hanno indotto a pensare perchè e a come diavolo sono finite insieme. E se siete fatti come ero fatto io, probabilmente l'avreste attribuito all'alcol o ad un genitore col fucile puntato."
Joe Wilmot


TRAMA
Stoneville è la classica cittadina americana di provincia dell'immediato dopoguerra: tranquilla e sonnacchiosa, dove la gente lavora e la sera va a letto presto. Uno dei pochi punti di svago è rappresentato da un cinema, il Barclay, che è molto popolare nella zona e parecchio frequentato, specialmente nei weekend. Elizabeth è la proprietaria di questo cinema, anche se in realtà il merito del successo si deve principalmente allo spirito d'iniziativa di suo marito Joe Wilmot. Più giovane di lei di una decina d'anni, Joe ha saputo rilanciare con grande abilità questa sala cinematografica che stava rischiando la chiusura e, con una serie di mosse astute e di piccoli espedienti al limite della legalità, è riuscito ad estinguere i debiti che gravavano sulla moglie ed ora i due vivono più che decorosamente.
Ma non vanno più molto d'accordo da diverso tempo ormai, soprattutto a causa del carattere fortemente autoritario di Elizabeth. Quando poi ella sorprende il marito a letto con Carol, la loro giovane domestica bruttina ed un po' goffa, il loro matrimonio giunge definitivamente al capolinea.
Elizabeth però non chiede il divorzio e non si abbandona a scenate isteriche, anzi, concepisce un piano diabolico per far sì che alla fine tutti risultino felici e contenti.
Pertanto la moglie tradita accetta sì di farsi da parte senza troppo clamore, ma in cambio vuole un bel gruzzolo, diciamo 25000 dollari, giusto il premio della polizza dell'assicurazione sulla vita stipulata qualche anno prima.
Già ma come fare? Beh basta fare in modo che una donna sconosciuta e sola al mondo muoia al posto suo, magari in un incendio. A quel punto Elizabeth sparirebbe per sempre con i soldi e Joe e Carol potrebbero andare a vivere insieme indisturbati. 
Facile no? Basta che ognuno reciti bene la propria parte e nessuno a Stoneville sospetterà niente. In fondo non è così complicato, non è Nulla più di un omicidio.

RECENSIONE
Prima incursione nel noir da parte di Jim Thompson, il quale grazie soprattutto ai lavori successivi si consacrerà come uno dei maestri assoluti del genere.
Scritto in modo già piuttosto maturo e con quello stile secco ed ossessivo che diverrà in seguito uno dei suoi tratti più peculiari, questa piccola chicca pulp vede un Thompson impegnato ad abbattere a mazzate il muro di ipocrisia che aleggia sulla piccola e pacifica Stoneville, simbolo di quella provincia americana che spesso farà da sfondo alle sue avventure.
Sebbene rappresenti il suo esordio nei territori dell'hard boiled, Nulla più di un omicidio presenta già diversi tratti distintivi che si ritroveranno più avanti in molte altre sue opere.
Uno di questi abbiamo già detto è una decisa condanna verso uno stile di vita tipico dei piccoli centri abitati, secondo lui improntati su una facciata di finto perbenismo e che invece si rivelano essere territori fertilissimi per crimini di ogni tipo.
Un altro è il suo modo di vedere l'istituzione del matrimonio, descritto spesso come una vera e propria prigione che tende lentamente a consumare le persone e a metterle una contro l'altra, inevitabilmente; il tutto dovuto probabilmente alla sua disastrosa esperienza coniugale, anche se pare che l'ex moglie abbia più volte smentito in tal senso, dipingendo Thompson come il classico "marito modello".
Infine i suoi personaggi femminili totalmente controcorrente. Se cercate nei suoi libri le donne fatali, le famose dark ladies che popolano l'immaginario noir letterario e cinematografico di quegli anni, è facile che rimarrete delusi. Scordatevi le Ingrid Bergman o le Marlene Dietrich dunque, perchè le donne di Thompson sono spesso sgraziate, alcolizzate, pazze, non particolarmente attraenti ed a volte addirittura con qualche deformità.
Nulla più di un omicidio è il primo passo dell'autore verso un viaggio che lo porterà faccia a faccia con i propri demoni e le proprie ossessioni, e perciò ritengo che, pur non trattandosi ancora del miglior Thompson, questo sia un libro che non potete fare a meno di leggere, in particolare se volete comprendere meglio da dove abbiano origine le morbose visioni dello scrittore di Anadarko.

BF


Nella nostra libreria:
Jim Thompson
Nulla più di un omicidio (Nothing More Than Murder)
ed. Fanucci Editore
216 pag.
traduzione di Anna Martini







venerdì 17 gennaio 2014

Oleandro bianco - Janet Fitch (1999)

"Quella notte si chiuse in cucina, a preparare cose troppo strane da nominare. Immerse gli oleandri nell'acqua bollente e vi aggiunse le radici di un rampicante con le campanule bianche che sembravano facce nell'acqua."
Astrid Magnussen

TRAMA
Astrid è una ragazzina che da sempre vive all'ombra della madre, unica sua parente e punto di riferimento nel mondo. Da quando è nata le due vivono in simbiosi, come se non avessero bisogno di null'altro che sè stesse. Ma un giorno Ingrid, la bella mamma dalla forte, fortissima personalità, conosce il più improbabile degli uomini, Barry, e perde la testa per lui.
La relazione tra i due però si rivela un fuoco di paglia, e termina velocemente come era iniziata; ma Ingrid non ne accetta la fine, e compie un gesto estremo che condannerà lei e Astrid a vivere, per la prima volta, separate.
Comincia così una nuova vita per Astrid, che diviene non più la figlia-ombra di sua madre, bensì una ragazza con una propria identità, le proprie passioni e le proprie esperienze.

RECENSIONE
Oleandro bianco è uno di quei libri che porto nel cuore. Non è il più bello che abbia mai letto, sicuramente, però è uno di quei libri gradevoli che letti al momento giusto ti lasciano un segno per sempre, e che di tanto in tanto ti viene voglia di rileggere.
Senza dubbio è un romanzo "adolescenziale", proprio per via della protagonista e della crescita che viene narrata durante la storia, e forse qualcuno potrebbe giudicarlo poco più che un Harmony, ma io credo che a volte un libro del genere sia proprio quello che ci vuole. Se non altro, per costruire la storia l'autrice non ha avuto bisogno di ricorrere a vampiri, streghe e licantropi vari, cosa che invece pare andare molto di moda ultimamente in questo tipo di narrativa.
Una lettura leggera insomma, molto adatta alle vacanze o in generale ai momenti in cui si vuole solo staccare la spina, che probabilmente sarà apprezzata da un pubblico femminile, ma che ritengo che anche i maschietti potrebbero non disdegnare.
E se proprio non siete convinti, potete sempre facilitarvi il tutto guardando prima il film White Oleander, che vede Michelle Pfeiffer nella parte di Ingrid; io però non ho mai avuto occasione di vederlo, per cui non posso garantirvi che sia effettivamente fedele al romanzo.

BW

Nella nostra libreria:
Janet Fitch
Oleandro bianco (White Oleander)
ed. Il Saggiatore
411 pag.
traduzione di Monica Pavani  

 


giovedì 16 gennaio 2014

Guerra eterna - Joe Haldeman (1974)

"Ora vi dirò una cosa, una volta sola, quindi farete bene ad ascoltare attentamente... Qui noi siamo in combattimento, e in combattimento c'è una sola punizione per la disobbedienza e l'insubordinazione... Questa è una pistola modello 1911 dell'esercito, calibro 45, ed è un'arma primitiva ma molto efficiente. Il sergente e io siamo autorizzati ad usare le armi per uccidere, al fine di imporre la disciplina. Non costringeteci a farlo, perchè lo faremo. LO FAREMO!"
Capitano Sherman Stott


TRAMA
1997. L'umanità è da poco entrata in conflitto con la misteriosa e sconosciuta razza aliena dei Taurani, così chiamata in quanto proveniente da un pianeta vicino alla costellazione del Toro (Taurus). Tutti i governi terrestri pertanto applicano un arruolamento obbligatorio di giovani uomini e donne che, dopo essere stati sottoposti ad un addestramento massacrante che spesso provoca diverse vittime tra le reclute, vengono trasformati tramite un persistente condizionamento mentale in perfette macchine da guerra.
La storia, narrata dal punto di vista del giovane soldato William Mandella, ci mostra così una serie di cruente battaglie combattute per mezzo di tute potenziate simili in tutto e per tutto ad armature ipertecnologiche e scontri all'ultimo sangue su pianeti sperduti e desolati, lontanissimi dalla Terra. Infatti, solo pochi anni prima la scienza è riuscita a trovare il modo di viaggiare attraverso portali interstellari ed entrare così in contatto con mondi molto distanti, il tutto in un tempo relativamente breve. Tutto questo comporta però che, per effetto della dilatazione spazio-temporale, per i soldati che viaggiano da un capo all'altro dell'universo utilizzando i suddetti portali il tempo trascorso risulta essere tuttosommato esiguo, mentre in realtà sul pianeta madre sono passati numerosi anni.
Per effetto di tutto ciò quindi, Mandella una volta ottenuta la prima licenza ritorna sulla Terra ma scopre un mondo totalmente diverso da quello che a lui sembra di aver lasciato solo poco prima. Quando i militari ritornano a casa trovano i genitori, i parenti e gli amici invecchiati o addirittura morti ed in generale tutta una serie di cose in cui non si riconoscono più, essendo di fatto il mondo spintosi in avanti senza di loro e contribuendo così al forte senso di emarginazione provato da quelli che sono, per l'appunto, ancora dei ragazzi. 
La guerra, intanto, prosegue imperterrita senza alcuna soluzione di continuità.

RECENSIONE
Grande classico della space opera militare  e capace di aggiudicarsi nel 1976 sia il premio Nebula che il Premio Hugo, ovvero i due massimi riconoscimenti in materia di narrativa fantascientifica, Guerra eterna è anche e soprattutto una grandissima metafora della guerra del Vietnam, conflitto che Haldeman combattè realmente e nel corso del quale venne anche ferito in modo serio. 
Tanto è vero che è impossibile non cogliere una certa similitudine tra i sentimenti provati da Mandella ed i suoi commiltoni una volta tornati sulla Terra, e le grosse difficoltà di reinserimento nella società che ebbero i reduci dal Vietnam, per non parlare dell'atteggiamento generalmente maldisposto da parte di molti dei loro connazionali nei propri confronti.
Quindi un romanzo dalle forti tematiche sociali che però vengono affrontate per fortuna in modo tutt'altro che pedante o retorico. Il messaggio di fondo di Guerra eterna è indubbiamente antimilitarista e neppure troppo nascosto, ma comunque viene lanciato dal punto di vista di uno che tutte queste situazioni estreme le ha vissute sulla propria pelle e pertanto ancora più significativo.
Il modo di descrivere la guerra dell'autore si contraddistingue perchè privo della pomposità e della vanagloria che permea frequentemente lavori di questo tipo; i soldati si drogano prima degli assalti e vengono  di continuo ingannati dalle autorità che li considerano come pedine sacrificabili, i feriti una volta curati alla bell'e meglio vengono immediatamente rispediti a combattere, alcuni di loro si rendono anche protagonisti di autentiche carneficine indiscriminate. 
La guerra descritta da Haldeman in definitiva non ha niente di epico; al contrario è sporca e maledetta ed i protagonisti si guardano bene dal compiere atti eroici, curandosi in primo luogo di portare a casa la pelle.
In conclusione un libro che credo sia molto importante leggere per tutti i motivi elencati prima, peccato solo per il finale un po' sottotono che a mio parere non è assolutamente all'altezza del resto. 
In ogni caso, un piccolo capolavoro.

BF


Nella nostra libreria:
Joe Haldeman
Guerra eterna (The Forever War)
ed. Editrice Nord
181 pag.
traduzione di Roberta Rambelli



mercoledì 15 gennaio 2014

Breve storia della mia vita - Stephen Hawking (2013)

"Per i miei colleghi sono semplicemente un fisico come un altro, ma per il pubblico più vasto sono forse diventato lo scienziato più famoso del mondo."
Stephen William Hawking
  
RECENSIONE
Approffittando dei supersconti di una libreria della mia città mi sono imbattuta nell'autobiografia di Stephen Hawking, intitolata (sulla falsariga del suo primo best seller) Breve storia della mia vita. Ora, sarò anche una ragazza "atipica"; ma i saldi son saldi, così non mi sono lasciata sfuggire quest'occasione (ad essere sincera ho fatto man bassa di libri!).
Conosco Hawking ovviamente già da tempo, non solo grazie a programmi di divulgazione scientifica, ma anche per le sue numerose apparizioni in programmi di altro genere che nulla hanno a che fare con il suo lavoro, dove ha sempre dimostrato di essere un uomo dotato anche di una grande autoironia.
Leggendo la sua autobiografia ho capito di non essermi sbagliata: più volte parla di episodi divertententi ricchi di geek humour, e non fa certo mistero del fatto che anche lui (ebbene sì!) da studente era un gran lavativo.
Naturalmente parlando della sua vita non si può tralasciare l'aspetto scientifico, e confesso che diversi punti ho dovuto leggerli più volte, per poi infine arrendermi. Ma trovo che questo libro sia assolutamente molto interessante, e persino chi non fosse interessato ad Hawking in quanto scienziato sicuramente rimarrà colpito dall'uomo che da un'enorme debolezza ha saputo ricavare il proprio punto di forza.

BW

Nella nostra libreria:
Stephen Hawking
Breve storia della mia vita (My Brief History)
ed. Mondadori
134 pag.
traduzione di Tullio Cannillo




 
 

martedì 14 gennaio 2014

Le avventure di Gordon Pym - Edgar Allan Poe (1838)

"Il brigantino avanzava lentamente ma adesso era più stabile, tuttavia non riesco a parlare di questo evento con calma... Improvvisamente, di colpo, l'oceano portò verso di noi un odore, un fetore tale che al mondo non esiste parola, nè concetto per esprimerlo, talmente era infernale, assolutamente soffocante, insopportabile, inconcepibile: proveniva dallo strano vascello. [...] una straorzata improvvisa fece così scartare l'imbarcazione di cinque o sei gradi rispetto alla rotta che seguiva e mentre passava vicino alla nostra poppa, a circa sei metri di distanza, potemmo vedere bene il ponte. Potrò mai dimenticare il triplice orrore di quello spettacolo?"
Arthur Gordon Pym


TRAMA
Arthur Gordon Pym, giovane originario dell'isola di Nantucket, è talmente affascinato dai racconti marinari che, all'insaputa della famiglia, con l'aiuto dell'amico Augustus si imbarca clandestinamente sul brigantino "Grampus". 
Costretto a rimanere nascosto nella stiva per i primi giorni di navigazione, Gordon riceve regolarmente visite dall'amico che gli porta acqua e cibo ma un giorno, improvvisamente, Augustus smette di farsi vivo. Gordon così resta bloccato nel suo nascondiglio per diverso tempo e si trova ormai in preda alla fame senza riuscire a capire cosa sia successo, fino a quando Augustus riesce a raggiungerlo per comunicargli che a bordo è avvenuto un ammutinamento.
I due ragazzi disperati, convincono un esperto e temuto marinaio di nome Dirk Peters a ribellarsi agli ammutinati, che nel mentre hanno sterminato ferocemente l'intero equipaggio, e l'impresa riesce approfittando anche della colossale sbronza collettiva alla quale si sono abbandonati i criminali.
Ma i problemi veri iniziano ora: la nave viene infatti danneggiata da una terribile tempesta e portata totalmente fuori rotta. Senza più viveri, nè acqua e completamente in balia del mare, i ragazzi ed il loro amico Dirk paiono così destinati ad una fine tremenda.

RECENSIONE
Scritto da Poe sotto forma di romanzo-cronaca basato sulle vicende del misterioso Arthur Gordon Pym, che afferma di avergli commissionato una stesura completa degli eventi narrati, Le avventure di Gordon Pym vennero originariamente pubblicate a puntate sulla rivista "Southern Literary Messenger" di Richmond, di cui lo stesso Poe era all'epoca editore.
Vero e proprio archetipo delle sea novels che verranno, questo romanzo fu grande fonte di ispirazione per moltissimi autori celebri, uno su tutti H.P. Lovecraft che scrisse il suo Le montagne della follia prendendo a modello proprio quest'opera immaginando che Poe l'avesse scritta dopo aver consultato una serie di "testi proibiti".
Costantemente pervaso da forti sensazioni di angoscia e terrore, e senza risparmiare al lettore stralci di autentico splatter, questo libro vive delle grandi atmosfere sapientemente create ad hoc dal grande Maestro della letteratura dell'orrore.
Inutile, e dannoso, rivelarvi di più in quanto tutte le opere di Poe meritano di essere lette e vissute rimanendo il più possibile all'oscuro di tutto, senza sapere in che direzione l'autore ci stia conducendo. Voglio pertanto chiudere con una frase secondo me azzeccatissima tratta dall'ottima prefazione in coda all'edizione in nostro possesso a cura del bravo traduttore Davide Sapienza: 
"Come sempre Poe afferma negando. Afferma qualcosa di inafferrabile, ribadisce che solo alla fine il lettore comprenderà (senza ben ricordare dove) di avere varcato la fatidica soglia".

BF 


Nella nostra libreria:
Edgar Allan Poe
Le avventure di Gordon Pym (The Narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket) 
ed. Universale Economica Feltrinelli 
229 pag.
traduzione di Davide Sapienza


 



lunedì 13 gennaio 2014

I love shopping in bianco - Sophie Kinsella (2002)

ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il terzo della Serie di I love shopping. Se non avete letto il precedente, intitolato I love shopping a New York, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.

"Okay. Niente panico. Ce la posso fare. È assolutamente alla mia portata. È solo questione di spostarsi un po' verso sinistra, sollevare appena, e poi spingere con forza. Insomma, non sarà poi così difficile far entrare un mobile bar in un taxi, no?"
Becky Bloomwood

TRAMA
Nel capitolo precedente avevamo lasciato Becky con una proposta di andare a vivere insieme a New York da parte di Luke (o meglio: lui le aveva chiesto di diventare la sua personal shopper). Sì, perché finalmente Becky ha trovato il lavoro dei suoi sogni: fare la consulente personale presso il reparto donna di Barneys (ma non si tratta solo di scarpe e bei vestiti... siete completamente fuori strada!).
Da allora è passato un anno, un anno di convivenza in cui lei e Luke hanno imparato a conoscersi ed amarsi ancora di più (soprattutto lui ha tentato, invano, di contenere il numero di cose da lei acquistate).
È vero, stare lontani dai propri cari rende questa nuova vita d'oltreoceano un po' più triste. Ma la mancanza di Jane e Graham Bloomwod, i genitori di Becky, e di Suze, la sua migliore amica, viene compensata da nuove amicizie, come Danny, l'eccentrico e disoccupato stilista che vive al piano di sopra, Laurel, una delle clienti da Barneys, tanto brava nel suo lavoro quanto imbranata in fatto di fashion, e Michael, il socio in affari di Luke.
Insomma, come sempre tutto sembra andare bene, e quando Luke propone alla fidanzata di sposarlo, sembra andare ancora meglio.
Sembra: perché come sappiamo bene, nulla può essere semplice quando c'è di mezzo Becky Bloomwood, men che meno un matrimonio.

RECENSIONE
Se qualcuno di voi si è sposato, oppure ha aiutato degli amici nell'organizzazione del loro matrimonio, sa benissimo quanto sia difficile e complicato, anche se non si fanno le cose in grande e ci si limita a pochi invitati. Eppure nessun matrimonio può essere tanto intricato e tortuoso come quello ideato da Sophie Kinsella in questo suo terzo libro della serie I love shopping. La situazione rasenta il paradossale, ma allo stesso tempo è perfetta in ogni suo meccanismo e soprattutto è in pieno stile Becky Bloomwood.
Come al solito non voglio spoilerarvi nulla, ma vi giuro che io mai e poi mai sarei riuscita a districare la complicata matassa in cui la nostra (anti)eroina si va a cacciare. La soluzione all'enigma è degna della notissima compatriota della Kinsella, Agatha Christie, ma con quel pizzico rosa di humour e di ironia che è immancabile nei romanzi dell'autrice.
Un romanzo da leggere tutto d'un fiato, prendendo una pausa solo per ridere a crepapelle, che sconsiglio solamente in un caso: se state organizzando il vostro matrimonio, non leggetelo. Potrebbe venirvi un attacco di panico!

BW

Nella nostra libreria:
Sophie Kinsella
I love shopping in bianco (Shopaholic Ties the Knot)
ed. Oscar Mondadori
367 pag.
traduzione di Annamaria Raffo

   

domenica 12 gennaio 2014

Tre millimetri al giorno - Richard Matheson (1956)

"I poeti e i filosofi potevano sostenere quanto volevano che l'uomo è molto di più della sua forma corporea, e discettare sul suo valore essenziale, sulla statura incommensurabile della sua anima.
Tutte balle.
Avevano mai provato a stringere una donna con braccia che non arrivavano a circondarla? Avevano mai detto a un uomo che valeva quanto loro... guardandogli la fibbia della cintura?"
Scott Carey 


TRAMA
Scott Carey è un uomo sulla trentina, bello robusto ed alto un metro e novanta che, nel corso di un'uscita in barca insieme al fratello Marty, viene investito da una strana ondata di schiuma. Le gocce di questa insolita sostanza spumosa gli procurano un leggero pizzicore sulla pelle ma nulla più ed una volta tornato a casa dalla moglie Louise e dalla figlia Beth si dimentica presto di quello che considera solo come un banale incidente. 
Ma quello che Scott ancora non sa è che da quel preciso istante la sua vita sarà destinata ad essere cambiata per sempre. Infatti, nel giro di alcune settimane, si accorge di aver perso peso e di essersi anche abbassato. Rivoltosi ad un medico scopre con orrore che il processo di decrescita appare inarrestabile ed estremamente costante: ogni giorno di fatto, egli vede la propria statura ridursi esattamente di tre millimetri, ed i numerosi e costosi specialisti a cui sottopone il suo singolare problema paiono del tutto incapaci di trovare un rimedio efficace per porre fine a questo incessante rimpicciolimento.
Così il povero Scott nel giro di poco più di un anno si ritrova con l'esistenza completamente stravolta e rovinata: la figlioletta ormai lo sovrasta di svariati centimetri e fatica a riconoscergli l'autorità di genitore, la sua vita affettiva e sessuale con la moglie è andata a rotoli, ed i molti esami medici che ha dovuto subire gli hanno prosciugato il conto in banca. Inoltre Marty, suo datore di lavoro, si è visto obbligato suo malgrado a chiedergli di rimanere a casa, pur continuando comunque a corrispondergli un piccolo assegno settimanale che però non è certo sufficiente a coprire tutte le notevoli spese che la famiglia di Scott deve sostenere. Anche la sua dignità di essere umano ne esce irrimediabilmente devastata quando, al colmo della disperazione, pur di racimolare qualche soldo arriva persino a vendere la propria storia ad un giornale scandalistico, trasformandosi in una specie di fenomeno da baraccone.
Ma l'incubo in cui Scott è sprofondato diventa se possibile ancora più terrificante nel momento in cui, giunto oramai alle dimensioni di un soldatino, si vede costretto a combattere per la propria sopravvivenza con esseri che era sempre stato abituato a vedere come innocui: un passerotto, un grosso ragno che gli dà la caccia per divorarlo, ed addirittura l'adorato gatto di casa, trasformatosi in un predatore incredibilmente minaccioso.
Tutto questo mentre non può fare a meno di pensare cosa accadrà una volta che raggiungerà la cosiddetta dimensione zero, il giorno cioè in cui, secondo i propri calcoli, dovrebbe arrivare a scomparire definitivamente.

RECENSIONE
Romanzo che risente presumibilmente del clima da "Incubo post-nucleare" che si respirava nel periodo in cui è stato scritto, Tre millimetri al giorno presenta un'idea di horror totalmente nuova e rivoluzionaria, in special modo per l'epoca.
Libro che è stato infilato, secondo me un po' a forza, nell'enorme calderone della Science fiction, quest'opera ci presenta un Matheson in grandissima forma, probabilmente all'apice della propria vena creativa.
Con un linguaggio asciutto ed essenziale, l'autore riesce a coinvolgerci al punto tale da arrivare a provare un fortissimo senso di disagio ed esasperazione per la triste sorte del protagonista, immerso in una serie di vicende dove la rabbia, l'angoscia, la paranoia, lo sconforto ed il terrore sono ben presenti in ogni pagina.
Un autentico racconto dell'orrore, anche se piuttosto anticonvenzionale, che tende a sviscerare una serie di paure insite in ognuno di noi narrate in modo da creare uno stato di tensione sempre più violento e travolgente.
Da questo romanzo il regista Jack Arnold (che girò tra gli altri il celebre Il mostro della laguna nera) trasse un film, con la sceneggiatura realizzata dallo stesso Matheson, che viene a tutt'oggi considerato come un caposaldo del cinema di fantascienza degli anni cinquanta dal titolo Radiazioni BX: distruzione uomo.
Forse per alcuni aspetti Tre millimetri al giorno potrà apparire un po' datato, ma non si può fare a meno di decantare la superba abilità di Matheson nel raccontare storie al limite dell'impossibile.
In conclusione, questo è un libro di straordinaria potenza, che ha nella capacità di portare il lettore a livelli di immedesimazione altissimi il suo maggior punto di forza e che ci regala un finale da mozzare il fiato.
In una sola parola: eccezionale.

BF

Nella nostra libreria:
Richard Matheson
Tre millimetri al giorno (The Incredible Shrinking Man)
ed. Fanucci Editore
219 pag.
traduzione di Paolo Prezzavento